Scopri chi sei e non
aver paura di esserlo.
Ghandi

CHI SONO

So cosa si prova a diventare rossa in viso nel momento meno opportuno. A bloccarsi prima di parlare in pubblico, convinta che tutti stessero aspettando di giudicarti. A lavorare il doppio degli altri per dimostrare di meritare un posto. A rimandare, a trattenerti, a scegliere il silenzio per non rischiare di sbagliare.

Avevo paura di espormi anche nelle circostanze più innocue e diventavo rossa a qualunque sguardo si posasse su di me. Ero terrorizzata dal giudizio delle persone e mi sentivo sempre inadeguata e mai all'altezza.

L'ho vissuto per anni. E come molte di noi, ho creduto che la soluzione fosse lavorare sulla mia autostima. Così ho iniziato a cercare, ad analizzare, a ispezionare ogni pensiero, ogni comportamento, ogni reazione. Ero diventata brava a scavare, ma più scavavo, più sprofondavo. Più cercavo risposte dentro la mia testa, meno riuscivo a trovare la via d'uscita.

C'è un paradosso che nessuno ti dice: più lavori sull'autostima, più finisci per giudicarti. Ogni momento della giornata diventava un auto-esame: sono all'altezza?, lo merito?, mi sto comportando bene?
La ricerca stessa della sicurezza interiore diventa estenuante. Non ti libera. Ti logora.

Non mi piaceva il modo in cui funzionavo e provavo a fare di tutto per risolvermi.

Mi domandavo spesso''CHI sono''? Nel tempo ho capito che il nostro Sè non è statico, ma dinamico e in continua evoluzione. Quindi, potevo potenziare chi ero, non ero condannata a essere così per sempre.

Aristotele ci ricorda che “Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente. L'eccellenza, dunque, non è un atto, ma un'abitudine”.

Infatti, ero diventata eccellente a mettere in atto dei copioni che erano diventati i miei pattern ridondanti. Avevo fatto un po' la fine del mulo che ogni giorno percorreva lo stesso tragitto per raggiungere una baita. Un giorno trova un tronco sul sentiero. Invece di aggirarlo, inizia a sbatterci la testa, convinto che quel tronco lì non dovesse esserci. Testata dopo testata il mulo morì. Io ero quel mulo. Continuavo a ripetere gli stessi schemi, gli stessi copioni, aspettandomi risultati diversi.

E' un paradosso, ma più lavoriamo sull'autostima e più invece ci logoriamo finendo per avere una vita estenuante.

Ci hanno venduto l'idea che avere più sicurezza interiore significa
non avere più paura e sentirsi sempre sicuri.

Ho capito che il problema non era la mia autostima, ma il mio sistema rigido, fatto di copioni comportamentali ripetuti che continuavo a mettere in
atto senza rendermene conto.

Se anche tu senti da anni il peso del giudizio degli altri, la paura di esporti, la sensazione di non essere mai abbastanza sappi che non ti manca la
forza di volontà. Ti manca il metodo giusto.

Non ti serve un'autostima più alta. Serve cambiare
il modo in cui percepisci e reagisci.

Ho vissuto in prima persona la trasformazione che oggi propongo.
Avevo paura di espormi, arrossivo, mi sentivo un'impostora, mai abbastanza, mai davvero all'altezza. Ho imparato a riconoscere quel meccanismo e a cambiarlo e oggi mi espongo anche quando la paura è ancora presente,
mi sento più libera dal giudizio degli altri e vivo la vita in modo più pieno e più leggero.

Da questa trasformazione è nato R.I.S.E.


Se non credi in te
stessa, chi ci crederà?
Kobe Bryant

La mia missione

Accompagno donne professioniste e non che si sentono bloccate da una voce interna che è diventata un inquisitore, da una paura del giudizio che le frena e da un senso di inadeguatezza. Il mio lavoro è aiutarle a capire con precisione come funziona quel meccanismo interiore che le blocca e come cambiarlo in modo duraturo.

Il filo che attraversa tutto il mio lavoro è la convinzione che le persone non abbiano bisogno di essere aggiustate, ma abbiano bisogno di essere capite. Capite nel modo in cui funzionano, nel modo in cui si raccontano la realtà, nel modo in cui si difendono da ciò che le spaventa.

Quando una donna arriva da me, porta con sé una storia, dei pattern, una serie di tentativi che non hanno funzionato. Il mio compito è aiutarla a vedere quella storia con occhi nuovi e a scoprire che la risorsa per cambiare era già lì, in attesa di essere riconosciuta.

La mia visione

La mia visione è fatta di donne che hanno imparato a stare con sé stesse e con tutto ciò che le compone, anche le parti scomode, anche le emozioni che fanno paura. Donne che hanno scoperto che mostrarsi vulnerabili richiede coraggio, e che quel coraggio è la forma più potente di forza che esista.
Aiutarle a non investire più energie per tenere su le maschere e iniziarle a investirle in connessioni vere, in scelte autentiche, in una vita allineata con i propri valori.

Credo che il cambiamento individuale autentico sia la forma più potente di cambiamento collettivo. E credo che le donne, quando si liberano dal peso di combattersi dall'interno, abbiano una capacità di connessione e di impatto che il mondo ha urgente bisogno di vedere.

Un mondo in cui la fragilità e la forza convivono nella stessa persona senza contraddirsi. Questo è il futuro verso cui lavoro ogni giorno.

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